Il più antico e prezioso è il codice B, antifonario della seconda metà del XII secolo, che contiene 165 fogli, in buono stato di conservazione.

Il tipo di notazione è diastematica su linee, a punti ingrossati collegati fra loro, simile a quella del manoscritti di Londra, ma nel nostro caso i punti sono più somiglianti a piccoli quadrati o rombi.

Contiene la pars aestiva, iniziando con i vespri del sabato Santo e terminando con la prima parte dell’Ufficium Mortuorum.

Il codice C risale al XIV secolo. Contiene 152 fogli. Il tipo di notazione è gotica su linee, con linea verde per il bemolle. I fogli di pergamena sono in buone condizioni, tranne alcune pagine piuttosto scolorite per l’umidità.

Contiene canti dell’ufficiatura e per la messa, non contiene inni, raccoglie la pars aestiva iniziando, molto mutilo, con la messa dell’Ascensione e terminando con il Santorale di Ottobre.

Il codice A risale al XIV - XV secolo. Il tipo di notazione è distematica su linee a secco con linea rossa per il FA e gialla per il DO. Si tratta di un antifonario iemale formato da 87 fogli pergamenacei.

E’ il più grande dei quattro Antifonari, propriamente definito come Corale, ed è mutile all’inizio e alla fine.

 















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