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Così era necessario apprendere tutto il repertorio a memoria e quindi era indispensabile, oltre ad un tempo considerevole, anche la presenza del “cantor” che era il vero detentore della tradizione orale. Sarà proprio in questo periodo, per evitare il rischio di deformare o dimenticare tale tradizione orale, che, in seguito alle scoperte di Guido D’Arezzo, nasceranno i codici musicali diastematici. Si
ritiene quindi che, visto che la pratica corale era una realtà nella Collegiata
di Brezzo di Bedero, tale pratica doveva avvalersi di strumenti adatti,
come appunto antifonari e libri di canto. Brezzo
di Bedero è il luogo di provenienza non solo dei quattro antifonari, ma
anche di un Sacramentario del secolo XII e di un Manuale ambrosiano del
secolo XIII, codici che raccolgono i riti della liturgia ambrosiana. testi
di riferimento: ELENCO
ILLUSTRAZIONI
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| GLI ANTIFONALI DELLA COLLEGIATA: | |||||||||||||||||||
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Origini
e storia dei documenti
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