Così era necessario apprendere tutto il repertorio a memoria e quindi era indispensabile, oltre ad un tempo considerevole, anche la presenza del “cantor” che era il vero detentore della tradizione orale. Sarà proprio in questo periodo, per evitare il rischio di deformare o dimenticare tale tradizione orale, che, in seguito alle scoperte di Guido D’Arezzo, nasceranno i codici musicali diastematici.

Si ritiene quindi che, visto che la pratica corale era una realtà nella Collegiata di Brezzo di Bedero, tale pratica doveva avvalersi di strumenti adatti, come appunto antifonari e libri di canto. Brezzo di Bedero è il luogo di provenienza non solo dei quattro antifonari, ma anche di un Sacramentario del secolo XII e di un Manuale ambrosiano del secolo XIII, codici che raccolgono i riti della liturgia ambrosiana.

testi di riferimento:
"IL MONTE DELLE BETULLE", 1996 Nicolini Editore
"SEGNI AMBROSIANI DELLA REGIONE DEI LAGHI PREALPINI", 2001 Luino.

ELENCO ILLUSTRAZIONI
Località: Brezzo di Bedero - Collegiata. 8: Facciata
; 9: L'apostolo Simone - affresco absidale; 10: Veduta della absidi; 11: Pantocrator nella mandorla absidale; 12: Pantocrator nella mandorla absidale - particolare; 13: Figura di apostolo- affresco absidale; 14: Il gatto con il topo - affresco absidale;

 






















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